E' stata inaugurata, presso il Palazzo di Giustizia di Bari, la “Stanza del Minore”, un ambiente dedicato all’ascolto dei minorenni coinvolti in procedimenti giudiziari.
All’evento inaugurale hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, dell’avvocatura e delle associazioni impegnate nella tutela dei minori. Tra i partecipanti anche l’Avv. Monica Di Monte, Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Mola.
Il testo integrale dell'articolo pubblicato su Gazzetta del Mezzogiorno:
Una stanza per l’ascolto dei minorenni coinvolti in vicende giudiziarie
Inaugurata nel Tribunale di piazza De Nicola
VALENTINO SGARAMELLA
BARI. Inaugurata al secondo piano del Palazzo di Giustizia la “Stanza del Minore”. La cerimonia si è tenuta nell’aula magna della Corte d’Appello, alla presenza della presidente facente funzioni, Maria Mitola.
L’idea è quella di creare un luogo confortevole e informale per gli incontri tra magistrati e minorenni coinvolti nei procedimenti giudiziari.
L’aula dell’ascolto è stata pensata, ad esempio, per i figli di coppie che hanno in corso procedimenti di separazione e divorzio, in conflitto. Il minore va ascoltato obbligatoriamente se ha compiuto 12 anni, per valutare l’organizzazione della sua vita quando i genitori vivono separatamente. Al di sotto del dodicesimo anno di età non è obbligatorio ascoltarlo, ma il giudice può farlo.
Le stanze sono a misura di bambino, dipinte prevalentemente di verde. Sul pavimento campeggiano disegni. Ci sono arredi per bambini, come un cactus dove appendere gli abiti e un piccolo tavolo. In un’altra stanza attigua si trovano la scrivania del giudice e una videocamera a disposizione degli avvocati, che possono esaminare i filmati e chiedere al giudice di rivolgere al minore domande specifiche.
Il progetto conta sull’adesione dei Rotary Club di Bari, con il delegato del Distretto 2120 dei Rotary, Giovanni Marra Campanale, per l’arredo degli spazi, e sul supporto dell’Ordine degli Avvocati.
Il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, intervenuto all’incontro, ha dichiarato:
«Bisogna coniugare l’ambiente con il processo, calibrandolo sulla personalità del minore. È una delle scelte più lungimiranti, una giustizia sempre più vicina alla persona.»
La vicepresidente del Consiglio regionale, Elisabetta Vaccarella, ha spiegato:
«La Stanza dell’Ascolto rappresenta un presidio di civiltà, perché riconosce ai minori il diritto di essere ascoltati in un contesto sereno, nel pieno rispetto della loro dignità e della loro fragilità.»
Per l’avv. Rosa Chieco, esperta di diritto di famiglia e minorile e presidente dell’associazione “Avvocati per i Minoreni Bari-Trani”, se il minore ha un legale nominato o un curatore speciale, quest’ultimo può anche assistere all’ascolto, figura resa obbligatoria dalla riforma Cartabia.
«Consente al minore di avere una propria voce nel processo. Tutto ciò è stato richiesto dalle normative europee.»
La presidente della Commissione Famiglia e Minori, Roberta Valente, ha aggiunto:
«Adesso la Stanza dell’Ascolto dobbiamo farla funzionare perché in passato c’è già stato un primo tentativo infruttuoso, poiché quella stanza, organizzata da un’associazione culturale, è finita poi per essere utilizzata dai dipendenti per fare fotocopie. Vigileremo su questo.»
L’avv. Monica Di Monte, Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Mola di Bari (insieme a Bari, tra le poche realtà ad essersi dotate della figura del Garante), ha ricordato:
«È stato un segno di civiltà da parte del Consiglio comunale di Mola. Questo fa sì che i molesi possano contattarmi facilmente e, su appuntamento, possano avere il mio ascolto.»
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